L'assetto viario, le antiche strade

Le strade del Castello

L'immagine è una veduta aerea dei tetti e strade dell'antico borgo.

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Per quanto riguarda l’assetto viario del castello, uno degli aspetti più interessanti che emerge dalle fonti storiche è la disposizione delle strade e dei percorsi.

Il catasto del 1823 e 1835 fornisce una rappresentazione dettagliata della viabilità che, in parte, segue la naturale morfologia della collina su cui sorge il castello, adattandosi così alle sue caratteristiche geografiche e topografiche.

Tuttavia, nonostante questa predisposizione alla conformazione naturale del territorio, alcune strade mostrano una disposizione che cerca una regolarità geometrica, un tracciato più razionale che sembra rispondere a necessità organizzative più complesse.

L'immagine è una veduta aerea di gran parte di Giglio Castello.

Un elemento di particolare interesse riguarda la presenza di due strade che si incrociavano ad angolo retto tra il cassero e la pieve.

Questo incrocio non è casuale, ma sembra suggerire un impianto urbano che non è nato in modo spontaneo, come conseguenza della semplice crescita organica del borgo.

Al contrario, sembra essere il risultato di una pianificazione urbanistica ben studiata, che ha avuto come obiettivo destinare spazi specifici a funzioni specifiche all’interno del castello.

Questa disposizione fa pensare che l'area fosse organizzata in modo razionale, con un'attenta considerazione delle funzioni sociali, civiche e religiose del luogo, come testimoniato dalla vicinanza di edifici di grande importanza storica e sociale.

Un aspetto che rende ancora più affascinante l’analisi di questo impianto viario è il fatto che, purtroppo, non sia possibile determinare con certezza se questo particolare assetto derivi direttamente dalla ricostruzione medicea o se, al contrario, si tratti di un riflesso di idee urbanistiche precedenti.

La presenza di alcuni edifici romanici all’interno del castello potrebbe far pensare che l’orientamento delle strade derivi da una progettazione che risale a un’epoca più antica, e che poi sia stata adattata o migliorata nel periodo mediceo.

Tuttavia, allo stato attuale delle conoscenze, è difficile stabilire una risposta definitiva.

Nonostante le incertezze riguardo alle origini precise di questa disposizione, l’incrocio di questi due assi viari potrebbe comunque suggerire che, nel passato, il castello avesse più di un accesso.

Questo fatto potrebbe indicare che, in tempi antichi, vi fosse una rete viaria complessa che permetteva l’ingresso da diverse direzioni, facilitando i collegamenti con le aree circostanti e con altre importanti strutture difensive o amministrative.

Il fatto che questi assi si incrociassero in un punto centrale potrebbe anche suggerire una struttura di controllo e difesa particolarmente pensata per monitorare l'accesso al castello, un elemento cruciale per garantire la sicurezza della cittadella.