Considerazioni sulle morfologie dell'isola e sulla mobilità
Geografia e mobilità
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Esplorare il paesaggio: nuove prospettive nello studio geografico
Oggi possiamo studiare un ambito geografico anche da altre prospettive. Comprendere come è fatto un paesaggio, quali sono le sue caratteristiche, quali sono le possibilità che offre all’insediamento umano e alla mobilità sono elementi essenziali nella valutazione complessiva del potenziale anche in termini economici per le società antiche.
L’analisi morfometrica restituisce un quadro abbastanza chiaro (fig. 2). L’isola è caratterizzata da un cordone principale che all’altezza di Poggio della Pagana si divide in due rami: uno prosegue per il Giglio Castello l’altro verso il Campese.
Anche solo questa prima osservazione mostra la centralità del sito protostorico di Poggio della Pagana in un contesto di controllo strategico dell’isola.
Il resto è costituito da incassati canyon e una serie di rilievi che lasciano pochissimo spazio ad aree coltivabili anche perché il paleosuolo roccioso, costituito quasi esclusivamente di granito, se ha favorito l’attività estrattiva (Matthias 1998) ha certamente influito in modo negativo sulla possibilità di coltivazione.
Si segnala anche la presenza di mineralizzazioni superficiali di ferro (pirite – Aranguren et alii 2004) coltivate anche durante il periodo mediceo (Begnotti 1999, cap. XIV) e possiamo immaginare anche nei secoli precedenti.
Negli ultimi secoli è attestata la produzione di un buon vino ma questo non significa che anche in antico questa risorsa fosse sfruttata, dal momento che fino alla metà del XIX secolo si preferiva piantare vigneti in pianura.
Anche l’analisi dell’umidità mostra che le due uniche aree di potenziale ristagno sono in corrispondenza dei due porti (aree in verde/blu – fig. 3), quindi la possibilità di coltivazione per la sussistenza della popolazione è ridotta a modesti lotti terrazzati, alcuni dei quali si scorgono dalla foto aerea seppure in stato di abbandono.
Questa morfologia ha pesantemente condizionato la connettività.
Una simulazione della mobilità a 360° a partire dai due principali siti protostorici ha messo in evidenza che erano in una posizione da cui si poteva agilmente collegarsi con entrambi gli approdi (fig. 4). Ma non vi è nessuna relazione con la rete delle strade e dei sentieri registrata nel catasto lorenese redatto nella prima metà del XIX secolo. Quest’ultima è di fatto centripeta a partire dal Castello.
Quindi possiamo dedurre che il sistema viario che ancora in gran parte oggi è visibile sull’isola si forma solo a partire da un momento in cui il castello diventa il luogo centrale dell’isola.
E questo non può essere avvenuto prima del XII secolo quando fra Aldobrandeschi e Pisa l’isola torna a giocare un ruolo nei nuovi traffici mediterranei.
Ma se proviamo a simulare il miglior collegamento fra i due porti la situazione non cambia. La sovrapposizione con la viabilità del catasto lorenese non fornisce alcuna sovrapposizione (fig. 5).
Questo significa che ancora una volta tutto il sistema viario fotografato per la prima volta agli inizi del XIX secolo deve avere origine nel pieno medioevo con successive integrazioni e aggiustamenti, peraltro ancora in corso.
La presenza di diverse sorgenti e mulini (Sala 1953) suggerisce che l’acqua non sia mai stato un problema drammatico come per altre isole che sono del tutto prive di sorgenti.
Queste si formano sempre nel punto di contatto fra uno strato permeabile ed uno impermeabile. Nel caso del Giglio la parte permeabile è il disfacimento superficiale del granito. Le principali sorgenti si trovano tutte nella parte centrale dell’isola e ve ne sono significativamente alcune concentrate intorno al castello (Roani Villani 1993, p. 39). Sorgenti minori sono anche ai porti, sebbene almeno per l’età romana dobbiamo immaginare a sistemi di immagazzinamento con cisterne per le necessità del traffico marittimo.
La quantità di sorgenti intorno al castello deve essere la motivazione principale per cui ad un certo punto si scelse quest’altura rispetto alle altre di età precedente.
A parità o quasi di visibilità, si poteva ottenere un vantaggio significativo per una popolazione maggiore.
Tuttavia più volte nel corso degli ultimi secoli si è segnalata la necessità di provvedere ad un approvvigionamento costante più agevole per gli abitanti del villaggio all’interno del castello.